sabato 28 gennaio 2012

‘L’altra faccia del Risorgimento’. In tanti al convegno di Ladispoli

PONTELANDOLFO - Nell’accogliente aula consiliare Fausto Ceraolo di Ladispoli gremita in ogni ordine di posto, i relatori, intervenuti al convegno “L’altra faccia del Risorgimento”, hanno dato un contributo significativo nell’attività di costante ricerca sulle reali motivazioni socio-culturali e politiche che determinarono l’Unità d’Italia, se unità c’è stata, e sulle verità degli accadimenti di Pontelandolfo che il flusso della storia scritta dai vincitori non ha portato fino a noi e sui crimini di guerra compiuti dai Savoia nelle aree del Sud della penisola.
Con spiccato senso di appartenenza alla terra natìa e appassionatamente interessati e partecipi allo studio e alla ricerca di testimonianze e documenti afferenti le vicende storiche della loro Pontelandolfo, profondamente legati alle radici della madre patria, non hanno fatto mancare il prezioso sostegno morale Roberto Testa e Annamaria Polletta.
L’incontro di elevati contenuti storico-culturali, e considerato gli intervenuti non poteva essere altrimenti, che ha affrontato il tema stimolante “Gli sconfitti raccontano la storia” come definito dal Sindaco della città Laziale Crescenzo Paliota, è stato coordinato con professionalità e competenza dalla docente di storia Caterina Luisa De Caro, promotrice della manifestazione.
Lo scrittore Pino Aprile, autore di “Terroni” e della sua ultima fatica “Giù al Sud – perché i Terroni salveranno l’Italia”, pur soffrendo noie fisiche ad una spalla, non ha fatto mancare il suo sapiente contributo alla giornata di studio, seduto intorno al tavolo di lavoro insieme a Edmondo Montali, storico (Fondazione Di Vittorio), “all’ultimo brigante” del Sud, Antonio Ciano, autore de “I Savoia e il massacro del Sud”, e Renato Rinaldi, già Coordinatore del Comitato di Pontelandolfo per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, autore del volume “Per Ricordare e non Dimenticare”, instancabile ricercatore di documenti e testimonianze dell’era risorgimentale, studioso e profondo conoscitore delle vicende storiche pontelandolfesi.
“Gli italiani si dividono perché sanno poco di sé – ha detto Pino Aprile in un passaggio della sua inappuntabile relazione –. È necessario sdoganare e rendere di pubblico dominio argomenti, testimonianze e documenti rimasti silenti per 150 anni nell’armadio della vergogna”.
Il vulcanico Antonio Ciano del Partito del Sud, con parole ad effetto dirompente, cariche di incontenibile passionalità, ha denunciato la sconcertante, inarrestabile attività del Nord nel processo di annientamento del Sud Italia iniziato 150 anni or sono. Nel tempo in cui – come ironicamente ha sottolineato Pino Aprile – “fu innescata la burocrazia savoiarda, che siccome oggi non funziona, è chiamata borbonica”.
“Tutto è stato trasferito al Nord. Tutto ha comprato il Nord. Tutto appartiene al Nord: le grandi aziende, le banche, le compagnie di assicurazione”, ha tuonato Ciano.
Gli studenti della docente Caterina Luisa De Caro, che hanno partecipato alle attività attenti e numerosi, si sono altresì proposti in un workshop interessante e formativo sulle argomentazioni del convegno, fatto di domande intelligenti e di risposte sapienti ed esaustive dei relatori.
Il prof. Renato Rinaldi, che ha parlato con fervore di Pontelandolfo, ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso nella puntuale esposizione dei fatti accaduti dal 7 al 14 agosto 1861, che all’indomani della sofferta unificazione nazionale, determinarono guasti e lutti nel paese per mano savoiarda.
Al sottoscritto, presente al convegno nella qualità di addetto stampa del Comune di Pontelandolfo, la moderatrice Caterina Luisa De Caro ha offerto la possibilità di fare un breve commento sull’estate rovente pontelandolfese di quell’anno fatidico del 1861 e sulle migliaia di vittime civili deturpate dal fuoco savoiardo, che mai nessuno ha potuto assegnare loro un nome.

FONTE ilsannioquotidiano.it

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