Dal sito della LEGA NORD ABRUZZO:
Il nuovo Mezzogiorno
L'esigenza di trovare nuovi livelli di efficienza e quindi nuove e più
adeguate modalità di governo dell'economia e della società non vale solo
per la Padania, ma per tutte le aree del paese. Non si tratta quindi di fare
un progetto Padania, ma di fare un progetto di sviluppo per ciascuna area
del paese. Le trasformazioni economiche hanno coinvolto infatti tutte le
aree, a partire dal Mezzogiorno, del quale è ormai impossibile parlare
genericamente come di un problema unico.
La realtà economica del Mezzogiorno si presenta infatti oggi all'osservatore
come una formazione a mosaico: l'omogeneità – peraltro mai
esistita – di un Mezzogiorno indifferenziato ha lasciato il passo a una pluralità
di situazioni. All'interno delle stesse regioni possiamo riscontrare
presenze a carattere dominante molto diverso: così, le molteplici aree caratterizzate
da buon dinamismo a base locale possono confinare con la
perdurante staticità di situazioni di mancato sviluppo. Le ricerche in corso
consentono di osservare il giustapporsi, e talora l'intrecciarsi, di aree a
«sviluppo diffuso» (soprattutto alcune province adriatiche e campane), di
«declino industriale» (i poli creati dalla Cassa per il Mezzogiorno), di
«stagnazione metropolitana» (più o meno combinata con fattori di dinamismo
nelle diverse città) e di «stagnazione periferica» (soprattutto aree
interne con bassi livelli di reddito e poco dinamismo). I confini delle regioni
tradizionali spesso sono incapaci di delimitare tali situazioni e se, fra
quelle possibili, una nuova configurazione economica del territorio
meridionale sembra emergere è quella di un'ampia dorsale adriatica, meglio
capace di generare forme di crescita autosostenuta, contrapposta a
una fascia tirrenica più problematica. Anche per le regioni meridionali si
pone quindi un problema di nuova organizzazione uscendo da una dizione
che dopo oltre cento anni ha dimostrato chiaramente l'usura del
tempo, e dimenticando la fotografia appiattita e opaca troppo spesso mostrata
da un generico uso del termine Mezzogiorno.
Per quanto lungi dall'essere esaurite, le nostre ricerche già fin d'ora
suggeriscono che il problema della governabilità delle aree economiche,
che potremmo per comodità chiamare mesoregionali, si presenta in tutto
il paese. Ciò non significa, come già si è detto, appiattire il progetto del
nuovo Stato sul problema della governabilità dell'area economica. Vi è la
necessità di dare la giusta importanza ad altri criteri quali l'esigenza di
conservare un giusto equilibrio fra le diverse aree del paese, al fine di conservare
adeguata efficienza a livello del sistema Italia, che, proprio perché
sistema, deve conservare un suo equilibrio. Dunque, può non esserci
coincidenza fra il nuovo livello di governo e la razionalità del progetto
economico, ma quest'ultimo comunque deve essere un elemento importante
di valutazione.
domenica 3 febbraio 2013
SANNIO: tra Alta capacità e sviluppo del territorio
Progetto QVQC: Tra Alta capacità e sviluppo del territorio
CONTINUA A LEGGERE QUI: ilquaderno.it
No Triv Sannio: "La manodopera specializzata verrà dal Nord. A noi resterà un territorio povero e devastato"
Per il comitato con le trivelle solo danni ambietali e nessuna ricchezza per le popolazioni
Fermare le trivelle e salvare il territorio. Il Comitato No Triv Sannio, da poco costituito, non perde tempo e continua ad organizzare iniziative per far comprendere alla popolazione i rischi che le trivellazioni petrolifere comportano per l'ambiente e il territorio sannita. Giovedì 7 febbraio, alle ore 18.00, al Palazzo del Volontariato, si svolgerà il primo incontro di autoformazione. Un geologo del coordinamento esporrà le ragioni tecniche dell'opposizione alle trivellazioni. A seguire, videoproiezione ed assemblea.
CONTINUA SU: ntr24.it
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Quante storie per 3 poltrone perse nel Sannio
A proposito degli attacchi lanciati in questi giorni dai tre parlamentari sanniti uscenti che sono stati esclusi dalle liste per le elezioni per la Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica
E’ finita. Ed è andata tutto sommato anche bene per chi sente suonare la campana per se stesso, nel senso politico del termine. Si tranquillizzino gli ex parlamentari sanniti esclusi dalle vergognose liste bloccate che impediscono ai cittadini di eleggere chi vogliono e impongono i nomi dei favoriti dei partiti.
CONTINUA A LEGGERE SU www.ilvaglio.it
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Ecco presentato il prodotto da scaffale del Centro Destra Italiano: GRANDE SUD
Ecco presentato il prodotto da scaffale del Centro Destra Italiano: GRANDE SUD
E' TUTTO STUDIATO A TAVOLINO E CALATO DALL'ALTO.
Diffidate da chi vuole vendervi l'ennesimo "detersivo"
NOI SIAMO ASSOLUTAMENTE CONTRO QUESTO ULTERIORE FURTO
ANCHE DEI NOSTRI SOGNI
Parte il progetto del Partito del Sud, movimento politico territoriale del Mezzogiorno e per il Mezzogiorno per dare forza alle istanze del Sud, con l’apertura della campagna elettorale del movimento il Grande Sud che a Napoli ha presentato i candidati campani.
Giunge così al traguardo il patto federativo tra le tre formazioni politiche, il progetto di partito del Sud con l’obiettivo di “essere la fucina del nuovo meridionalismo, il cenacolo intorno al quale devono ritrovarsi i giovani, gli intellettuali che hanno a cuore la nostra terra, gli industriali che vogliono realmente investire nel Sud”"Grande Sud - ha detto il capolista al Senato, Salvatore Ronghi - è un progetto politico serio e concreto per portare in Parlamento la vertenza Mezzogiorno e dare forza alle richieste dei nostri territori perché - ha aggiunto - per troppo tempo il Sud è stato vittima di politiche assistenzialistiche che ne hanno svilito le potenzialità e lo hanno tenuto fuori dall'agenda di governo".“Favorire il sud in contrapposizione con la Lega Nord, nessun assistenzialismo ma sostegno alle imprese e ai giovani per evitare la fuga dei cervelli e dare possibilità di futuro e crescita nel proprio territorio” questi sono alcuni dei punti fondamentale espressi dal candidato Stanislao Lanzotti intervenuto alla presentazione:“Sono i giovani imprenditori la spina dorsale di Grande Sud in Campania, e questo partito ha nei suoi progetti garantire crescita al Sud e una maggior tutela dei diritti del Mezzogiorno”Intervenuto alla presentazione anche Gianfranco Miccichè candidato al Senato, e leader di Grande Sud, (anche se non vuole essere definito tale), che ha sottolineato l’importanza di una forza Parlamentare rappresentativa del Sud per avere un peso a Roma e incidere sulle decisioni. Miccichè poi ha concluso il suo intervento così: “ Il Grande Sud deve essere un baluardo contro le ruberie fatte al Mezzogiorno, noi siamo cittadini del Sud e dobbiamo difendere il nostro territorio, in politica si deve essere forti e insieme possiamo portare dei risultati”.
NOI SIAMO ASSOLUTAMENTE CONTRO QUESTO ULTERIORE FURTO
ANCHE DEI NOSTRI SOGNI
Nunzia De Girolamo «Veneti contadini» È un putiferio
Ha suscitato polemiche sia da destra che da sinistra la dichiarazione sul Veneto «terra di contadini» fatta dalla parlamentare Pdl Nunzia De Girolamo alla trasmissione Rai Agorà. Per il leghista Massimo Bitonci, «i contadini veneti hanno lavorato la terra mantenendo figli e nipoti del Nord e anche qualche amico del Sud, da dove viene la De Girolamo, ai tempi in cui in Campania l'attività preponderante era un'altra. La De Girolamo gradisce gli stereotipi veicolati dai media nazionali per distruggere le identità locali». «De Girolamo ha affermato che il Veneto è solo terra dei contadini. Come dire che a Napoli tutti suonano il mandolino», sottolinea la segretaria del Pd Veneto, Rosanna Filippin, » La sua è una rappresentazione da operetta degli anni 50. Il Veneto è la prima regione italiana per presenze turistiche, è casa di imprenditori che investono in ricerca e innovazione, sede di una delle università più antiche al mondo». Non meno severo il giudizio di Laura Puppato: «Mi ha impressionato questa concezione sciagurata, antica e fuori dalla realtà della De Girolamo», rileva l'esponente Pd, che era tra gli ospiti della trasmissione. Per Alberto Giorgetti, collega di partito della De Girolamo, «l'affermazione va interpretata come una gaffe o semplicemente come poca conoscenza della storia del Veneto e della sua attività rurale e contadina che ha fatto la storia dell'intero Paese. Scivoloni di questo tipo vanno accettati limitatamente ad un'ingenua inconsapevolezza di ciò che si afferma. In caso diverso credo che ogni veneto sia fiero di una tradizione secolare agricola conosciuta in tutto il mondo». È un discorso, osserva Antonio de Poli (Udc), «fuori dalla realtà. È il Veneto dei contadini che produce e ha fatto crescere economicamente la nostra regione e il Nord Est». Per il coordinatore veronese di Veneto Stato, Giacomo Mirto, quelle della De Girolamo sono «parole vergognose dette da chi, dati economici alla mano, vive sulle nostre spalle e vede nell'assistenzialismo l'unico vero regime economico con cui campare». È una nefandezza senza fine». «Ricordo all'amica De Girolamo», aggiunge Paola Frassinetti (Fratelli d'Italia), «che i veneti fanno da traino all'economia italiana sia con industrie e piccole e medie imprese sia con l'agricoltura e il lavoro della terra. Oltretutto se la De Girolamo pensava di insultarli, si è sbagliata di grosso: i veneti vanno fieri delle loro origini contadine, l'agricoltura del nord-est è un vanto per tutta l' Italia».
Con le macroregioni ci sono nuove opportunità per le imprese
I territori diventano piazza per il consenso più che spazio del racconto. Le Regioni sono importanti non tanto per i processi reali che le attraversano ma per i calcoli del "maledetto-benedetto" premio per il Senato. Nel rumore di fondo fa capolino la proposta leghista della macroregione. Valutata come l'ennesima boutade dei "barbari sognanti" a supporto del piatto forte del 75% delle tasse che devono restare in Lombardia. Infatti si discute aspramente del dito dell'imposizione fiscale dimenticandoci della luna. Che è ben delineata nel libro "Il grande nord" del candidato studioso Bruno Galli. Si parte dalla carta di Chivasso, dall'analisi della crisi dello stato nazione di Gianfranco Miglio e passando per le macroregioni italiane della Fondazione Agnelli si arriva alla macroregione europea. Si disegna un cerchio attorno alla Svizzera che partendo dallo spazio alpino e andando giù verso le pianure va dalla Lombardia verso la Slovenia l'Austria la Baviera e l'Alsazia per tornare verso il Rodano-Alpi e il Limonte (Liguria-Piemonte). Appare uno spazio di posizione la cui rappresentazione è ben lontana e altro dall'antieuropeismo d'accatto alla Borghezio.
Quando le dinamiche territoriali vengono quotate nei flussi della politica, quando si fanno slogan per il consenso, è buona cosa non sottovalutarli ma sottoporli alla critica verificando il sentire, e la vibratilità del margine e dei microcosmi territoriali. Poschiavo, borgo di confine del Canton Grigioni con l'alta Lombardia. Ci passa il rosso trenino del Bernina che porta a vedere il parco a tema di St Moritz e a Davos. Su iniziativa svizzera è stata aperta un'università del legno che specializza nella filiera che va dal bosco al design. L'iniziativa del cantone svizzero è riconosciuta anche dalla regione Lombardia e sostenuta da un importante contributo tecnologico e finanziario dalla nostra impresa leader nelle macchine per il legno, la Scm di Rimini. Sul confine si dice che forse potevamo essere noi gli ideatori dell'iniziativa. Conta nulla in tempi di Erasmus. Ai giovani valtellinesi che vorranno basterà attraversare il confine avendo chiaro che green economy significa anche rivitalizzazione e manutenzione dei boschi. Se dall'università transfrontaliera di Poschiavo si passa alle dinamiche delle imprese alla ricerca delle opportunità di tassazione, servizi e costo del lavoro la musica cambia. Si conferma la tesi dello storico Hosbaum che le differenze sono più al centro delle nazioni che sulla frontiera. Come documenta l'inchiesta di Laura Cavestri (si veda Il Sole 24 Ore del 30 gennaio).
È un dettagliato elenco di agenzie di attrazione di imprese e investimenti sulla frontiera: Copernico per il Ticino, Aba-invest in Austria, Erai del Rodano-Alpi sino alla Slovenia. Documentano l'esodo oltre frontiera delle nostre imprese alla ricerca della tassazione del 20% in Ticino, delle autorizzazioni in sette giorni per nuovi impianti in parchi industriali in Austria, del credito di imposta che detassa sino al 50% gli investimenti in ricerca e sviluppo del Rodano-Alpi sino al costo del lavoro in Slovenia -15% con detrazioni fiscali per le imprese fino al 40%. Piccolo elenco che sembra l'eden sul confine. Basta aver percorso i territori da Torino a Pordenone e oltre, passando per la Lombardia, per capire che lo spazio di posizione e di rappresentazione degli imprenditori piccoli e medi fa apparire Lubiana, Vienna, Monaco, Lione e Strasburgo. Quelli che hanno un po' di reti lunghe guardano a questo spazio europeo come uno spazio da percorrere prima di guardare alla Cina e al Brasile. Sono le avanguardie agenti di un confronto vero di un'Europa manifatturiera in metamorfosi dentro la crisi. Al di là dello spread il confronto tra politiche industriali è all'ordine del giorno.
Senza queste avanguardie l'Italia rischia di non essere più il secondo paese manifatturiero d'Europa ma, confrontandosi con i tedeschi, si dice chiaramente che se noi non ce la faremo loro non potranno più essere tranquillamente i primi. Sui confini ci si interroga, come ha ricordato Romano Prodi, sull'uscita dalla crisi che non può essere solo finanziaria ma presuppone un ridisegno del modello industriale europeo: riprogettare un'Europa delle imprese e del lavoro. Questi processi reali, queste fibrillazioni territoriali e transfrontaliere di tutto hanno bisogno tranne che di ritrovarsi a breve raccontati solo in una logica di macroregione europea che sta a nord e il resto d'Italia che sta a sud. Sarà bene ricordare che la Commissione Europea negli anni '90 lanciando i progetti per le euroregioni delineò non solo lo spazio alpino ma, solo per citarne una, la macroregione danubiana che guardava a sud verso la Turchia o lo spazio geoeconomico euromediterraneo. Farne una rappresentazione politica istituzionale di secessione dolce in nome dell'Europa guardando solo alle posizioni localistiche del partito di Haider in Carinzia, alla Lega Ticinese e alla Lega Nord mi pare una forzatura che tiene conto solo di ciò che avviene sulla frontiera e trascura lo spazio da costruire delle politiche industriali europee. Molto dipenderà da quanto si saprà rilanciare l'Europa come progetto politico. Sarà importante e auspicabile mettere questi temi nell'agenda politica del dopo elezioni. I rettori del politecnico di Milano e Torino e i rettori delle università milanesi hanno recentemente disegnato un ruolo trainante per Milano come città globale del sistema paese in uno spazio euromediterraneo.
ISTAT: LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI SEMPRE PIU' GIU' AL SUD
A gennaio l'indice del clima di fiducia dei consumatori in base 2005=100 diminuisce a 84,6 da 85,7 di dicembre. Registrano flessioni sia la componente riferita al clima personale (da 90,7 a 89,3), sia, in misura più lieve, quella relativa al clima economico generale (da 72,9 a 72,7).Diminuiscono l'indicatore del clima corrente (da 91,4 a 90,9) e quello riferito alla situazione futura (da 78,0 a 77,1). Peggiorano lievemente sia i giudizi sia le aspettative sulla situazione economica dell'Italia (da -133 a -135 e da -60 a -61 i relativi saldi). Aumentano le attese sulla disoccupazione (da 104 a 106 il saldo).
Anche le opinioni e le attese sulla situazione economica della famiglia peggiorano (da -74 a -79 e da -33 a-38 i rispettivi saldi). A livello territoriale, il clima di fiducia aumenta lievemente nel Nord-ovest, mentre diminuisce nel Nord-est, al Centro e nel Mezzogiorno.
Per Scotto (SEL): "Caldoro alfiere di un meridionalismo targato Lega Nord"
Caldoro dopo anni di sudditanza dalla Lega di Bossi e Tremonti , pensa di poter dare una svolta al PDL fondando l'ennesimo partitino in salsa meridionalista insieme al pluriinquisito Dell'Utri. Non solo i cittadini, i lavoratori e le aziende campane stanno affrontando questa crisi senza che ci sia stata alcuna seria politica regionale dia loro sostegno, ma Stefano Caldoro si permette anche di usare a pretesto i guai di una regione flagellata dalla mancanza di politiche di sviluppo - in maggior parte dovute alla stessa giunta regionale, - ribadisce Scotto -, per una operazione politica di facciata, che risolve nessun problema ma che serve solo come bacino di voti per una destra italiana che aspira ad allearsi nuovamente alla Lega Nord.
Il Presidente della Regione dovrebbe dare una risposta concreta a tutti i cittadini Campani – afferma Scotto , agli utenti dei servizi di trasporto pubblico allo sfascio, ai lavoratori delle partecipate che non percepisco lo stipendio da mesi, ai lavoratori in cassa integrazione senza prospettive occupazionali, agli operatori e gli utenti di un servizio sanitario malato, alle associazioni di volontariato che non hanno visto rinnovate le convenzioni, al sistema della formazione che non ha linee guida; il popolo della Campania, non chiede a Caldoro un nuovo partito politico, ma concretezza nella soluzione dei problemi, prerogativa esclusiva di un buon Presidente di Regione. La sua effige apposta su un manifesto – conclude Scotto - servirà sicuramente a far chiarezza con quale parte politica vorrà continuare a governare la regione e di chi vorrà essere ancora suddito, ma servirà anche a tutte quelle forze politiche, come Sinistra Ecologia e Libertà, che chiedono un cambiamento di rotta per il governo nazionale e che si battono per la fine anticipata di questa disastrosa esperienza di governo regionale.
lunedì 14 gennaio 2013
“Ricomincio da sud” nella splendida cornice dell'antica Abbazia S. Anastasia in Ponte (Bn)
Comunicato
congiunto della Fondazione Il Ponte e dei Meridionalisti Democratici
gruppo sannita.
Nella splendida cornice dell'antica Abbazia S. Anastasia in Ponte (Bn) si è svolto sabato 12.1.2013 l’incontro pubblico “Ricomincio da sud” con la presentazione dell'ultimo libro del giornalista Lino Patruno.
Nella splendida cornice dell'antica Abbazia S. Anastasia in Ponte (Bn) si è svolto sabato 12.1.2013 l’incontro pubblico “Ricomincio da sud” con la presentazione dell'ultimo libro del giornalista Lino Patruno.
Gli
organizzatori, tra i quali Giusi Meola, segretaria della sezione di
Ponte nonché relatrice in questo incontro, sono particolarmente
soddisfatti dell'ottima riuscita dell'evento che ha visto la presenza
di numerosi partecipanti, non solo locali. Nel corso del suo
intervento, Giusi Meola, ci anticipa di voler portare gli iscritti
del suo movimento da attenti osservatori ad attori della politica
locale.
Le
attività del gruppo sannita e della Fondazione Il Ponte, di cui è
presidente Umberto Meola, come da alcuni anni, sono dirette allo
studio ed all'approfondimento dei temi che riguardano il riscatto ed
il rilancio del sud, partendo dalla revisione della storiografia
ufficiale. Tali temi hanno trovato negli ultimi anni sempre maggior
interesse nelle popolazioni meridionali e nei tantissimi nostri
emigranti che finalmente comprendono il motivo principale della loro
presenza nei tanti posti del Mondo. Illustri relatori di queste
tematiche sono stati il prof. Vincenzo Gulì ed il dott. Pompeo De
Chiara.
Il dibattito, condotto e moderato in maniera leggera dal dott. Giuseppe Mazza, coordinatore provinciale dei Meridionalisti Democratici, si è poi incentrato sulle dinamiche che hanno visto il sud in 150 anni divenire colonia interna nel paese e periferia dello stesso, e sulle attuali richieste di ulteriore ridimensionamento della spesa pubblica soprattutto al sud e di quella in conto capitale. Il dott. Domenico Capobianco, presidente dei Meridionalisti Democratici, ha disaminato gli ultimi vent’anni di politiche antisud che sfociano oggi nell’ultima e più feroce battaglia della Lega e dei suoi alleati per ottenere il controllo completo delle regioni del Nord e per dire, in maniera chiaramente e spudoratamente anticostituzionale, “Prima il Nord”.
Lino Patruno ha ricordato che questo paese ha ancora oggi le sue eccellenze al sud, ed ha anche importanti ordinarietà senza le quali non ci sarebbe l’Italia stessa, ricordando che la sua ricetta per riscattare il sud è: coscienza civile e responsabilità quotidiana di ogni cittadino meridionale, lotta a tutte le illegalità, aiuto e creazione di condizioni economiche favorevoli agli imprenditori Meridionali e quindi creazione di economia Meridionale che possa dare nuovi posti di lavoro, politica forte del credito, almeno a parità di condizioni rispetto alle imprese del Nord, avviamento di un forte piano di infrastrutturazione del Mezzogiorno.
Secondo il neoeletto coordinatore campano dei Meridionalisti Democratici, Alessandro Citarella, le manifestazioni culturali che propongono la verità storica sono fondamentali per alzare il livello di consapevolezza delle nostre popolazioni sulle cause dei tanti mali che affliggono i nostri territori, ma è anche necessario portare avanti un progetto politico basato sulla visione del Sud che vogliamo. Citarella, parafrasando e modificando leggermente la famosa frase di Martin Luther King, "I have a dream", ha evidenziato che un "sogno" comune, una visione di rilancio e riscatto deve essere alla base dell'azione unitaria dei militanti e dei diversi movimenti meridionalisti che si battono per i nostri territori. Per Citarella, "lo sviluppo di una vera ideologia meridionalista è un passo fondamentale per l'avanzamento dei diritti dei nostri territori".
Da notare che l’incontro ha coinvolto anche appartenenti ad altri raggruppamenti con cui abbiamo interessanti rapporti di scambio, quali Insorgenza Civile, Italia Prima, Parlamento Due Sicilie, Unione Meridionale, Unione Mediterranea.
Ci piace ricordare che per l'occasione il maestro Pietro Corbo ha realizzato un opera su Ponte, che entrerà a far parte del costituendo Museo della Memoria di Ponte-Casalduni, alcune serigrafie dell'opera sono state consegnate a tutti i relatori. Vi diamo appuntamento al prossimo incontro, ma nel frattempo potete seguire le nostre attività meridionaliste anche su www.meridem.org e le nostre pagine sociali, anche per reperire tutti i contatti delle sezioni già attive sul territorio.
Libero Sica responsabile comunicazione Fondazione Il Ponte info@ilponte.tk
Il dibattito, condotto e moderato in maniera leggera dal dott. Giuseppe Mazza, coordinatore provinciale dei Meridionalisti Democratici, si è poi incentrato sulle dinamiche che hanno visto il sud in 150 anni divenire colonia interna nel paese e periferia dello stesso, e sulle attuali richieste di ulteriore ridimensionamento della spesa pubblica soprattutto al sud e di quella in conto capitale. Il dott. Domenico Capobianco, presidente dei Meridionalisti Democratici, ha disaminato gli ultimi vent’anni di politiche antisud che sfociano oggi nell’ultima e più feroce battaglia della Lega e dei suoi alleati per ottenere il controllo completo delle regioni del Nord e per dire, in maniera chiaramente e spudoratamente anticostituzionale, “Prima il Nord”.
Lino Patruno ha ricordato che questo paese ha ancora oggi le sue eccellenze al sud, ed ha anche importanti ordinarietà senza le quali non ci sarebbe l’Italia stessa, ricordando che la sua ricetta per riscattare il sud è: coscienza civile e responsabilità quotidiana di ogni cittadino meridionale, lotta a tutte le illegalità, aiuto e creazione di condizioni economiche favorevoli agli imprenditori Meridionali e quindi creazione di economia Meridionale che possa dare nuovi posti di lavoro, politica forte del credito, almeno a parità di condizioni rispetto alle imprese del Nord, avviamento di un forte piano di infrastrutturazione del Mezzogiorno.
Secondo il neoeletto coordinatore campano dei Meridionalisti Democratici, Alessandro Citarella, le manifestazioni culturali che propongono la verità storica sono fondamentali per alzare il livello di consapevolezza delle nostre popolazioni sulle cause dei tanti mali che affliggono i nostri territori, ma è anche necessario portare avanti un progetto politico basato sulla visione del Sud che vogliamo. Citarella, parafrasando e modificando leggermente la famosa frase di Martin Luther King, "I have a dream", ha evidenziato che un "sogno" comune, una visione di rilancio e riscatto deve essere alla base dell'azione unitaria dei militanti e dei diversi movimenti meridionalisti che si battono per i nostri territori. Per Citarella, "lo sviluppo di una vera ideologia meridionalista è un passo fondamentale per l'avanzamento dei diritti dei nostri territori".
Da notare che l’incontro ha coinvolto anche appartenenti ad altri raggruppamenti con cui abbiamo interessanti rapporti di scambio, quali Insorgenza Civile, Italia Prima, Parlamento Due Sicilie, Unione Meridionale, Unione Mediterranea.
Ci piace ricordare che per l'occasione il maestro Pietro Corbo ha realizzato un opera su Ponte, che entrerà a far parte del costituendo Museo della Memoria di Ponte-Casalduni, alcune serigrafie dell'opera sono state consegnate a tutti i relatori. Vi diamo appuntamento al prossimo incontro, ma nel frattempo potete seguire le nostre attività meridionaliste anche su www.meridem.org e le nostre pagine sociali, anche per reperire tutti i contatti delle sezioni già attive sul territorio.
Libero Sica responsabile comunicazione Fondazione Il Ponte info@ilponte.tk
venerdì 4 gennaio 2013
Incontro sul tema: “Ricomincio da Sud” Presentazione dell’ultimo libro di Lino Patruno
Incontro sul tema: “Ricomincio da Sud” Presentazione dell’ultimo libro di Lino Patruno
Abbazia di Sant’Anastasia - Ponte (Bn) Inizio s.p. 8 Ponte-Casalduni
Sabato 12 Gennaio 2013 ore 16.30
Interventi:
Giusi Meola - Meridionalisti Democratici "Benvenuti a Ponte (Bn)"
Dott. Pompeo De Chiara - Parlamento Due Sicilie "Futuro senza radici o radici senza futuro?"
Dott. Domenico Capobianco - Meridionalisti Democratici "Il Sud nell’agenda dei Partiti Politici Nazionali: Chi l’ha visto?"
Prof. Vincenzo Gulì - Parlamento Due Sicilie "Analisi storica ed azione per il riscatto."
Prof. Lino Patruno - Giornalista e scrittore
collaboratore di testate Nazionali, già direttore Gazzetta del Mezzogiorno
"Ricominciare da sud… Perche?... Come?... Quando?"
Dott. Alessandro Citarella - Meridionalisti Democratici "Tiriamo le somme"
Dibattito finale aperto a tutti, con iscrizione sul posto
Incontro pubblico, tutti sono invitati
www.il-ponte.org - www.meridem.org
giovedì 29 novembre 2012
"Festa del Torrone" San Marco dei Cavoti (Bn)
PROGRAMMA 2012
Giorno per giorno: appuntamenti quotidiani della festa
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 20.00
Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 20.00
Apertura Stand gastronomici ed esposizioni, degustazione di prodotti tipici locali
Intrattenimenti e spettacoli musicali
Artisti di strada
Caldarroste che bontà
“Zampognando” – melodie Natalizie
Percorso del gusto a “Km zero” La cucina delle donne a cura delle contrade storiche di San Marco dei Cavoti
Spettacoli folkloristici e musicali
- Vie del paese – II edizione della MOSTRA CONCORSO “Quest’anno faccio il presepe…”
- Piazza Risorgimento – INFO POINT
- Le ore del Torrone – ore 10.00/ 12.00; 15.00/17.00 Visite guidate alla nuova sede del Museo degli Orologi da torre – Via Rovagnera a cura degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “ R.Livatino” di S.Marco dei Cavoti
- All’ombra della Torre - ore 10.00/ 12.00; 15.00/17.00 a cura degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “ R.Livatino” di S.Marco dei Cavoti
Camper point – p.zza Rimembranza – Ampie aree di parcheggio previste per l’accoglienza dei camperisti – a cura della Fraternita di Misericordia – San Marco dei Cavoti)
N.B. Aggiornamenti e variazioni del programma relativo alle singole giornate saranno tempestivamente comunicati sul sito www.festadeltorrone.it
Intrattenimenti e spettacoli musicali
Artisti di strada
Caldarroste che bontà
“Zampognando” – melodie Natalizie
Percorso del gusto a “Km zero” La cucina delle donne a cura delle contrade storiche di San Marco dei Cavoti
Spettacoli folkloristici e musicali
- Vie del paese – II edizione della MOSTRA CONCORSO “Quest’anno faccio il presepe…”
- Piazza Risorgimento – INFO POINT
- Le ore del Torrone – ore 10.00/ 12.00; 15.00/17.00 Visite guidate alla nuova sede del Museo degli Orologi da torre – Via Rovagnera a cura degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “ R.Livatino” di S.Marco dei Cavoti
- All’ombra della Torre - ore 10.00/ 12.00; 15.00/17.00 a cura degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “ R.Livatino” di S.Marco dei Cavoti
Camper point – p.zza Rimembranza – Ampie aree di parcheggio previste per l’accoglienza dei camperisti – a cura della Fraternita di Misericordia – San Marco dei Cavoti)
N.B. Aggiornamenti e variazioni del programma relativo alle singole giornate saranno tempestivamente comunicati sul sito www.festadeltorrone.it
mercoledì 28 novembre 2012
SIAMO CON TARANTO E I TARANTINI
L’area a freddo dell’ILVA di Taranto è chiusa per sequestro giudiziario, senza che le forze politiche centrali e locali abbiano mosso un dito a tutela dell’occupazione, della salute e del territorio.
Lo sfruttamento selvaggio post coloniale del territorio tarantino e delle risorse umane correlate ha condotto a una falsa dicotomia tra la produzione siderurgica e gli elementi lavoro/tutela della salute/ eco-compatibilità.
La speculazione dello Stato prima, del gruppo privato Riva poi, ha condotto alla situazione attuale di 5.000 posti di lavoro a rischio, senza che sia stato approntato il piano di risanamento dei territori avvelenati da diossine e idrocarburi e soprattutto senza alcuna certezza di tutela della salute per l’insorgenza di malattie per esposizione con effetti sulla salute a lungo termine (tumori solidi e leucemie/linfomi).
Riteniamo che i magistrati non abbiano sbagliato nell’applicare la legge che blocca qualsiasi produzione industriale in presenza di possibili danni irreversibili alla salute e all’ambiente. I veri colpevoli del disastro sociale tarantino sono la proprietà, lo Stato, le istituzioni e gli organi di vigilanza locali: latitanti e assenti.
L’ILVA di Taranto può e deve restare un polo produttivo di eccellenza nel panorama della siderurgia internazionale e può farlo se si attuano politiche di ammodernamento degli impianti in congiunzione alle doverose bonifiche del territorio, ma questo prevede un cambio di registro ed a pagare deve essere solo ed esclusivamente chi ne ha tratto fino ad ora puro profitto economico.
Solidali e presenti a tutte le manifestazioni di lotta democratica per la tutela dell’occupazione, della salute e dell’ecosistema tarantino
Meridionalisti Democratici -federalisti europei – Napoli 27 /11/2012
Meridionalisti Democratici -federalisti europei – Napoli 27 /11/2012
martedì 27 novembre 2012
A Quaranta km da Napoli, c’è un paesaggio di vigne e colline
"A 40 chilometri da Napoli, c’è un paesaggio di vigne e colline. Un mix di tradizioni e progetti up to date: dalle scuole del gusto ai bed&wine"
fa riferimento alla classifica pubblicata il 26-11-12 dal Sole 24ore degli indicatori della "qualità della vita" nelle province italiane.
La sorpresa dell'autore (Luciano Pignataro, noto wine-blogger) nasce nel momento in cui è andato a spulciare nei "sottoindicatori", in particolare nell' "L'indice di Appeal Turistico", dove ha trovato Avellino e Benevento rispetivamente al penultimo ed ultimo (ma proprio ultimo) posto in Italia.
Da qui due domande:
1) Possibile che il "vigneto della Campania", il cossiddetto Sannioshire, citato ed apprezzato (vedi link in fondo pagina) si meriti questa infamia?
2) La domanda importante, e tutti i soldi spesi in tempi recenti dai politicastri delle nostre zone per la cosiddetta "promozione turistica"?. Si consiglia di leggere l'articolo di Pignataro, ed anche questo.
Da qui il nostro suggerimento a considerare la promozione e valorizzazione delle risorse turistiche, culturali ed enogastronomiche, come una delle priorità assolute di ogni movimento che ami le nostre terre. Ed in quanto un punto "dolente", forse il più adatto ad un processo di sviluppo.
http://viaggi.corriere.it/viaggi/weekend/2009/weekend_sannio/weekend_sannio.shtml
Meridionalisti Democratici del Sannio www.sannio.tk
domenica 18 novembre 2012
Dieci Istituti scolastici della provincia di Benevento rappresenteranno il sud nella competizione nazionale per valorizzare i progetti imprenditoriali più innovativi
Gli studenti sanniti unici dal Sud Italia a partecipare al concorso "Latuaideadimpresa"
Dieci Istituti scolastici della provincia di Benevento hanno aderito al progetto nazionale Latuaideadimpresa, presentato stamani dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Benevento nella suggestiva cornice di Villa dei Papi. I giovani studenti sanniti, dunque, rappresenteranno il sud nella fase finale della competizione, ideata per valorizzare le idee imprenditoriali più innovative. In palio, la partecipazione ad una Summer School altamente specializzata che prevede, alla fine del percorso, un momento di confronto con una società di venture capital che analizzerà la fattività dell’investimento.
Nell' ultimo libro di Pino Aprile "I terroni scompariranno"
I terroni 2.0 salveranno il mondo
Nell' ultimo libro di Pino Aprile è prevista la fine della questione meridionale grazie a Internet
Sembra l’ incipit una delle classiche macabre barzellette razziste, quelle che hanno per protagonisti vulcani in eruzione inondazioni o catartiche calamità naturali. Invece a dirlo è Pino Aprile, il giornalista e scrittore che a pieno titolo può essere definito il più seguito del “meridionalisti”, anche se il termine è forse antiquato. “Mai più terroni” è il titolo del suo ultimo libro (ed Piemme), che chiude la trilogia iniziata con “Terroni” (cinquecentomila copie vendute) e proseguita con “Giù al sud” , sottotitolo: “perché i Terroni salveranno l’ Italia”.
giovedì 15 novembre 2012
AMMUGLIATIELLI - tipicamente sanniti, tipicamente buoni
martedì 13 novembre 2012
Adesso l’autonomia del Mezzogiorno per avviare nuove condizioni economiche e gestire le nostre risorse.
Intervista a Marco Esposito
venerdì 19 ottobre 2012
Pino Aprile: Ora si parla del forte Fenestrelle, in cui furono deportati i soldati borbonici.
Pino Aprile ottobre 2012
Ora si parla del forte Fenestrelle, in
cui furono deportati i soldati borbonici.
Perché ora? Ne avete letto sui libri
di scuola?
Ed i Pontelandolfo e Casalduni saputo
niente a scuola?
«Mistificazioni e menzogne accumulate
negli anni »che, per il professor Barbero,
«riaffiorano tutte insieme in un libro
(il mio Terroni; ma ce n'è per molti: Izzo, Di Fiore, Del Boca,
Martucci...) che in futuro verrà letto con incredulità e sgomento».
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