Pino Aprile è un grande giornalista. Ha sempre lavorato sodo senza mai perdere il gusto per la notizia, la curiosità indispensabile per scoprire le storie, l'autonomia intellettuale per svelare scomode verità. Da scrittore ha il merito di aver riaperto il dibattito sulla "conquista" del Sud da parte dei Savoia. Ha scritto un libro gradevolissimo – "Terroni" – diventato un testo sacro per scoprire la vera storia del nostro Paese. Il "maestro" – noi colleghi lo chiamiamo affettuosamente così – è ora in giro per presentare il suo nuovo lavoro: "Giù al Sud – Perché i terroni salveranno l'Italia".
Dopo Terroni un altro volume?
«"Terroni" sta a ieri come "Giù al Sud" sta a domani. Se il primo spiega quello che ci è stato fatto e non sapevamo, il secondo riferisce quello che stanno facendo e non sappiamo. E lo stanno facendo i giovani e non lo sanno i genitori che ce li hanno in casa. Sono, infatti, una storia diversa. Se ogni generazione è figlia della sua tecnologia, noi padri siamo figli della Rivoluzione industriale e alcuni di noi della scoperta dell'agricoltura, i figli sono invece progenie della rivoluzione informatica, la terza grande rivoluzione in duecentomila anni di storia dell'umanità. Una tecnologia che per la prima volta consente agli esseri umani di incontrarsi all'istante nello stesso luogo ovunque siano, in un mondo sì virtuale ma che abolisce lo spazio e il tempo.








